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Misano: una mattinata di incontro e una targa in biblioteca per non dimenticare Mattia Ahmet Minguzzi, ucciso a 14 anni

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Mattia Ahmet Minguzzi abiterà per sempre nei cuori dei misanesi. Questa mattina, prima insieme agli studenti della Scuola Secondaria Giovanni XXIII e poi alla Biblioteca Comunale, si sono svolti due appuntamenti per ricordare il giovane quattordicenne, figlio della violoncellista turca Yasemin Akincilar e dello chef misanese Andrea Minguzzi, accoltellato a morte lo scorso gennaio in un mercato di Istanbul da due minorenni, per futili motivi.

All’Istituto Comprensivo di Misano sono intervenuti i famigliari, che insieme a Sindaco e Vicesindaca di Misano, Fabrizio Piccioni e Maria Elena Malpassi, le Forze dell’Ordine di Misano Adriatico col comandante dei carabinieri Roberto Santone, lo psicologo Alberto Dionigi e il Gruppo SGR che da anni promuove un progetto di contrasto al bullismo, hanno rivolto ai giovani un messaggio di attenzione alle conseguenze che possono generare situazioni di contrasto e il possesso di armi pericolose.

Presente anche il ‘Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze’, presieduto da Lorenzo Del Prete che ha consegnato alla madre di Mattia Ahmet una rosa bianca prima di leggere alcuni pensieri insieme ai suoi ‘consiglieri’. Di un momento musicale, commovente, è stato protagonista il violoncellista del Conservatorio di Milano, Maestro Christian Bellisario.

Nella Biblioteca Comunale, l’amministrazione di Misano Adriatico ha voluto intitolare la ‘Sala Ragazzi’ in memoria di Mattia, con l’affissione di una targa.

“Mio figlio ha perso la vita per un gesto di violenza e il suo insegnamento – ga detto Andrea Minguzzi, padre di Mattia Ahmet -, che faccio mio e trasferisco a voi, è che il deterrente è la gentilezza. Mattia Ahmet era speciale, viveva nel dialogo, nel rispetto, con amicizia. Ora è un angelo della fratellanza e ci aiuta a capire che la gentilezza e il rispetto sconfiggono la rabbia. Le parole sono più forti dei pugni, siate gentili e coraggiosi, pieni di luce. Così si cambia il mondo, un passo alla volta. Ad essere violenti si impara, violenti non si nasce, non è naturale. Quindi è possibile cambiare, migliorare”.

 “Non ci sono parole per dare quiete ad una famiglia spezzata dal dolore per la perdita di figlio 14enne – ha detto Fabrizio Piccioni sindaco di Misano Adriatico -. C’è solo la necessità di stare insieme, a tutti i livelli di responsabilità, per sconfiggere una deriva di violenza che pare circondarci. Ma insieme, se saremo forti ogni giorno, riusciremo a migliorare questo mondo”.

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