L’associazione ‘La Fibromialgia a San Marino’ scrive al Governo per chiedere una norma ad hoc per chi assume farmaci contenenti THC
La neonata Associazione “La Fibromialgia a San Marino” scrive una lettera a 4 Segreterie di Stato: Sanità, Interni, Lavoro e Giustizia per sollevare un problema che riguarda i cittadini della Repubblica in
trattamento terapeutico con farmaci contenenti tetraidrocannabinolo (THC), prescritti per la gestione della fibromialgia come pure di altre patologie croniche invalidanti, quali, sclerosi multipla, endometriosi, dolore neuropatico e altre condizioni similari.
“Ad oggi – si legge – si evidenziano alcune criticità normative e pratiche che generano disuguaglianze e mancanza di tutele per i pazienti in oggetto, in particolare:
– l’assenza di un quadro normativo chiaro in materia di idoneità alla guida e allo svolgimento di mansioni lavorative per coloro che assumono THC a fini terapeutici;
– una disparità di trattamento tra pazienti sottoposti a identica cura, con autorizzazioni concesse o negate in base alla patologia e non alla condizione clinica reale o agli effetti della terapia;
– la mancanza di un riconoscimento previdenziale nei casi in cui la terapia con cannabinoidi comporti l’impossibilità permanente di esercitare attività lavorative, anche in assenza di altre forme di invalidità certificata”.
Una situazione per l’Associazione, che oltre a sollevare profili di potenziale incostituzionalità in termini di parità di trattamento e diritto alla salute, comporta gravi conseguenze sociali ed economiche per i cittadini coinvolti:
– la potenziale perdita del lavoro in assenza di tutele previdenziali adeguate;
– forme di discriminazione tra pazienti a seconda della diagnosi e non della reale condizione funzionale; – – l’esclusione da ogni forma di sostegno economico per coloro che, pur affetti da patologie riconosciute e in cura con THC, non possono più svolgere attività lavorative compatibili.
Per questo chiedono al Governo l’adozione di una normativa specifica che stabilisca i criteri per la valutazione dell’idoneità alla guida e all’attività lavorativa per i pazienti in terapia con farmaci contenenti THC, basata su parametri oggettivi (dosaggio, effetti individuali, valutazione medica) e non
esclusivamente sulla diagnosi nosologica.
Una richiesta basata sul principio di parità di trattamento per tutti i pazienti sottoposti alla
medesima terapia, come previsto anche dall’Articolo 4 della Carta dei Diritti Sammarinese
Inoltre, auspica l’introduzione di un riconoscimento previdenziale nei casi in cui:
– Il trattamento con cannabinoidi risulti necessario su base continuativa;
– Il paziente sia giudicato permanentemente inidoneo a svolgere mansioni compatibili;
– la terapia, seppur efficace, comporti di fatto un’inabilità lavorativa a causa di norme sulla sicurezza o idoneità professionale (es. guida veicoli aziendali, lavoro in ambienti a rischio, ecc.).
In tali circostanze si richiede che venga garantito un percorso finalizzato alla conversione professionale e forme di sostegno economico pubblico come l’eventuale pensione di invalidità.
Una problematica che incide profondamente sulla qualità della vita di molti cittadini sammarinesi, rilanciando la richiesta di un intervento normativo equo e rispettoso dei diritti della persona.