Attiva-Mente: presentata Istanza d’Arengo per chiedere una legge che tuteli le persone con disabilità
La Confederazione Democratica dei Lavoratori Sammarinesi (CDLS) esprime il proprio pieno appoggio all’iniziativa promossa da Attiva-Mente, ritenendo fondamentale l’introduzione di una legge specifica contro la discriminazione basata sulla disabilità quale strumento essenziale per rafforzare i diritti e l’inclusione delle persone con disabilità nella nostra Repubblica.
Attiva-Mente ha infatti presentato un’Istanza d’Arengo per far dotare San Marino di una legge specifica contro la discriminazione basata sulla disabilità. Si tratta di un’azione urgente dato che il Titano non dispone di una legge simile, nonostante sia stata ratificata la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.
“Serve una legge che non si limiti a dichiarare dei principi, ma che fornisca strumenti concreti per abbattere tutte le barriere che ostacolano la quotidianità delle persone disabili”, afferma l’Associazione in una nota.
In Italia, con la legge 67 del 2006, le persone con disabilità sono tutelate specificamente in caso di discriminazione. Inoltre, la stessa norma fornisce una definizione precisa delle varie forme di discriminazione: diretta, indiretta e molestia.
È importante ricordare che la discriminazione può anche essere non intenzionale, ma causa ugualmente un trattamento svantaggioso ai danni della persona discriminata.
Attiva-Mente auspica anche al riconoscimento del ruolo delle associazioni rappresentative dei disabili, in modo che possano agire per nome e per conto delle persone discriminate.
“Il nostro auspicio – si legge nel comunicato – è che San Marino possa allinearsi alle migliori prassi europee, dotandosi di una legge chiara, moderna ed efficace, capace di garantire uguaglianza sostanziale, inclusione e partecipazione piena.”
Come CDLS sosteniamo da tempo quanto sia indispensabile rafforzare i diritti delle persone con disabilità tramite l’adozione di pratiche finalizzate alla tutela dei diritti di quest’ultimi: tutto ciò nell’ottica di consentire la più ampia inclusione sociale e lavorativa, favorendo l’indipendenza e l’autodeterminazione delle categorie più fragili.