Legambiente: in aumento i reati ambientali nel 2024, serve lotta agli ecocriminali
Il rapporto Ecomafia 2025 di Legambiente rende noto che in Emilia-Romagna, nel 2024, sono stati registrati 1648 reati ambientali, 200 in più rispetto al 2023 quando se ne contavano 1422.
I controlli effettuati sono stati 84mila e la maggior parte dei reati ha a che fare con il ciclo del cemento, 656 totali.
Più di 450 i reati legati al ciclo dei rifiuti e circa 420 quelli inerenti alla fauna.
Le province più colpite sono state quella di Ravenna, con 180 reati sulla fauna, Forlì-Cesena che ne conta 90 sui rifiuti, e Ferrara in cui se ne contano 46 nel ciclo del cemento.
“Preoccupante la crescente pervasività delle mafie e della corruzione negli appalti. Servono interventi decisi per contrastare gli ecocriminali”, ha dichiarato Enrico Fontana, responsabile dell’Osservatorio nazionale Ambiente e legalità di Legambiente.
“Da diversi anni l’Emilia-Romagna si colloca più o meno a metà della classifica nazionale dei reati ambientali – commenta Legambiente Emilia-Romagna – questo indica la necessità di agire in modo diverso per il contrasto di questi fenomeni. Certo le attività di controllo e repressione sono fondamentali, ma riteniamo necessario lavorare molto di più sulla prevenzione, rafforzando il tessuto sociale e imprenditoriale della nostra regione e lavorando con maggiore determinazione e capillarità nell’educazione alla legalità nelle scuole.”