Riforma IGR: seconda settimana di assemblee, si riparte dal Concordia con un ‘No’ deciso al PdL
Sono ripartite le assemblee di lavoratori e pensionati che rigettano il tentativo del Governo di creare spaccature tra lavoratori residenti e frontalieri, con trattamenti fiscali diversificati che riportano ai tempi della “tassa etnica”, e tra le varie fasce di redditi, per effetto delle detrazioni SMAC.
Sono state le testimonianze dei giovani frontalieri, nella prima settimana di assemblee volute da CSdL CDLS e USL, a dare la misura dell‘impatto che la riforma Igr avrebbe sul mondo del lavoro sammarinese.
Testimonianze come queste devono suonare come un serio campanello d’allarme per tutto il sistema economico, che rischia di privare le imprese, ma anche lo Stato come nel caso della sanità, di figure importanti che San Marino non è in grado di fornire. Aziende che si trovassero senza le professionalità necessarie perderebbero competitività, con grave danno per l’economia e lo stato sociale.
Dall’altre parte, un Paese che, con politiche sciagurate, induce le giovani generazioni ad andarsene all’estero e, per coloro che non hanno questa possibilità, a considerarsi un corpo estraneo nella società sammarinese, è destinato ad un declino al quale non intendiamo rassegnarci.
In occasione delle assemblee, le OO.SS. non mancano di sottolineare le falsità poste alla base del provvedimento, tra cui gli effetti delle normative fiscali italiane sui frontalieri di entrambi i territori, ben diversi da come sono stati rappresentati, tanto che, da Governo e maggioranza, trapela l’ipotesi di emendamenti per estendere anche ai lavoratori frontalieri il nuovo sistema di detrazioni, ovvero l’obbligo di spendere e smaccare 6.000 euro all’anno a San Marino per ridurre la pressione fiscale.
Tale ipotesi non cancellerebbe affatto l’intento politico di dividere lavoratori e pensionati tra coloro che, essendo residenti con redditi medio-alti, se lo potrebbero permettere, e tutti gli altri. Nell’assemblea di mercoledì scorso è emerso chiaramente come, sia in presenza di redditi medio-bassi, sia per la gran parte dei non residenti, sarebbe pressoché impossibile spendere tale somma a San Marino.
Rispetto all’iniquità di tale dispositivo il sindacato si è già ampiamente espresso in maniera fortemente contraria. Dover scegliere tra pagare meno tasse o prezzi più alti per l’acquisto di beni e servizi sarebbe una prevaricazione, peraltro in contrasto con le libertà fondamentali stabilite dall’UE.
Questa settimana sono in programma altre 6 assemblee intercategoriali: lunedì 15 tutto il giorno al Concordia di Borgo Maggiore, dove si tornerà il 17 settembre alla mattina.